Itinerario dell'arte

Il percorso inizia con la visita alla Scuola di Mosaico, che conserva una collezione visitabile di cartoni preparatori e opere musive. Proseguendo lungo Viale Barbacane e Via Valbruna si giunge a Piazzetta Tiepolo dove sorge il Palazzo Comitale degli Spilimbergo di Sopra, sede, nel XVI secolo, dell'Accademia Parteniana, fondata da Bernardino Partenio nel 1538, dove s'insegnavano latino e greco.


Lungo Via Ripida si giunge al Santuario dell'Ancona (1672) (intitolato ufficialmente a S. Maria della Mercede) meta, un tempo, dei pellegrini che giungevano dal Friuli settentrionale e dalla Slovenia. E' tradizione che, in origine, l'edificio fosse dedicato a S. Sabbata (Sante Sabide), un'inesistente santa legata a sopravvivenze di culti celtici ed alla quale sono dedicati, in Friuli, vari oratori e sacelli posti lungo il corso dei fiumi. Nei pressi del santuario scorreva, infatti, il Tagliamento che si attraversava attraverso un antico guado, detto "il guado dell'Ancona", punto obbligato di transito (lungo la via Romea) per coloro che volevano raggiungere la Germania e Roma. Da qui, risalendo il viale di sasso si giunge alla Piazza del Duomo o Piazza del Grano, il nucleo più antico della città dove si svolgevano le cerimonie pubbliche, i mercati periodici e si riscuotevano le tasse. Qui si trovano il Duomo, la Loggia della Macia (XVI secolo) sulla cui colonna d'angolo sud-ovest è incisa l'unità di misura del feudo di Spilimbergo: la macia (corrispondente a 0,689 metri).

Sotto il porticato si svolgevano le assemblee dei rappresentanti del popolo, si controllavano i pesi, si pagavano le gabelle. Sotto la loggia veniva allestito anche qualche spettacolo. Il palazzo è stato elevato in un secondo tempo e dal 1812 al 1929 l'edificio diventa un teatro e dal 1951 viene adibito a sede municipale fino al 2001. Visitiamo il castello, un insieme di palazzi il cui nucleo più antico resta il Palazzo Dipinto, con affreschi in facciata attribuiti ad Andrea Bellunello, la Chiesa di S. Cecilia, il più antico edificio sacro della città, e la Casa del Daziario (XIV secolo), con loggia sotto la quale si registravano le merci di vendita e si effettuavano le pesature. L'anello che pende sotto l'arco nord serviva al daziario per applicare la stadera con la quale controllava il peso delle provviste. Un'antica iscrizione ricorda la destinazione d'uso del palazzo.

Il 4 ottobre 1284 Walterpertoldo II, signore del luogo, poneva la prima pietra del duomo. In quegli anni vennero anche costruiti il Palazzo del daziario, la Casa del Capitano e la Loggia o Pergola, sede di rappresentanza dei giusdicenti, poi granaio, prigione, teatro e, ai giorni nostri, residenza municipale, ingrandito il castello.
Spilimbergo era anche luogo di sosta per i pellegrini che viaggiavano verso Roma e gli altri luoghi della cristianità.
Tra gli itinerari della Destra Tagliamento, il principale dirigeva a Concordia Sagittaria e toccava anche la città di Spilimbergo. Da Nord discendevano lungo la "Via Augusta", o vie secondarie, attraverso un percorso segnalato da gigantesche immagini di S. Cristoforo, protettore dei viandanti, sui muri esterni degli edifici religiosi.

In città sorsero anche due Ospedali, luoghi di ricovero per ammalati, pellegrini e poveri.
Uno nel 1325, per opera della Confraternita dei Battuti, presso la Chiesa di S. Giovanni dei Battuti, l'altro sorse presso la Chiesa dei SS. Giuseppe e Pantaleone (oggi Chiesa dei Frati) edificata intorno al 1346 dalla medesima confraternita.

Il 10 agosto 1326 i nobili fratelli Pregonea e Bartolomeo, signori di Spilimbergo, promulgavano lo "Statuto della Terra di Spilimbergo", un corpus di norme giuridiche e di comportamento per regolamentare ogni aspetto della vita sociale.

Nel 1420 la città, come peraltro tutta la Patria del Friuli, passa sotto il dominio della Serenissima. Ciò compora un periodo di forte impulso economico ed artistico. L'assetto urbanistico viene adeguato alle esigenze di un fiorente centro commerciale. Cadono le mura di Borgo Vecchio e di Mezzo, i fossati vengono livellati e destinati ad orti o edificati. Ma non mancano guerre e sanguinose lotte civili tra cui ricordiamo almeno quella tra "Strumieri" (filo imperiali) e "Zamberlani" (filo veneziani), durante la quale, nel 1511, venne arso il castello. Di questo periodo è la "Chronica" del conte Roberto dei signori di Spilimbergo, che narra i fatti più importanti avvenuti tra il 1499 ed il 1540.

Nel XV e XVI sec. Spilimbergo conosce il suo massimo splendore: vi operano diversi artisti di valore tra cui gli allievi di Vitale da Bologna che lasciano in duomo il ciclo di affreschi dell'abside, lo scultore Giovanni Antonio da Carona detto il Pilacorte, l'intagliatore vicentino Marco Cozzi, pittori come Giovanni Antonio dè Sacchis detto il Pordenone, Pomponio Amalteo, Gaspare Narvesa e Irene foto, pittrice e allieva di Tiziano. Morta a Venezia nel 1559 e celebrata dai maggiori scrittori italiani dell'epoca, come Giorgio Vasari che la definisce "vergine bellissima, letterata, musica ed incamminata nel disegno".
Tra i letterati si ricordano Gian Domenico Cancianini, Eusebio Stella e Bernadino Partenio che, nel 1538, fondò un' Accademia dove si insegnava in modo molto approfondito lettere latine, greche ed ebraiche.

I Turchi continuano per tutto il '500 e il '600 con i loro tentativi di conquista, fino a che non vengono fermati a Vienna, nel 1683, dalle truppe veneziane.

Nel 1797, col trattato di Campoformido, Spilimbergo passa al dominio francese ed infine austriaco (dal 1813 al 1866).
Durante i moti risorgimentali del 1848, gli spilimberghesi Gian Battista Cavedalis e Leonardo Andervolti ricoprono un ruolo importantissimo nella resistenza contro gli Austriaci a Osoppo e a Venezia.
Nel 1866 la Regione venne annessa al Regno d'Italia.

A fine XIX secolo si progetta una ferrovia il cui corso prevedeva il ponte sul Cosa, il fiancheggiamento dell'abitato di Spilimbergo, il proseguimento nella stretta di Pinzano e Ragogna e l'attraversamento del Tagliamento nella conca Forgaria/Cornino, per risalire verso Maiano ed Osoppo.
Inaugurato il 10 gennaio 1893 il tratto che da Casarsa giungeva a Spilimbergo. Il proseguimento della "ferrovia occidentale", da Spilimbergo a Gemona avvenne in due fasi:
16/01/1912 completato il primo tronco da Spilimbergo a Pinzano
01/01/1914 il treno raggiunge la stazione di Gemona.
Importante supporto della Pontebbana durante la guerra del 1915/18, fu soppressa nel 1967.
Attualmente, la linea Pinzano/Spilimbergo/Casarsa, chiusa il 1 gennaio 1988 è sostituita con autocorse, mentre la linea Gemona/Sacile, per quanto riguarda il trasporto passeggeri, interessa, nello spilimberghese, solo le stazioni di Pinzano, Travesto, Meduno.

Nel 1914 sorse il primo ponte nel tratto spilimberghese del Tagliamento, era in legno, costruito tra Gradisca e Bonzicco. Aveva funzioni militari e fu incendiato dai Tedeschi in ritirata nel 1918.
La Prima Guerra Mondiale (1914/1918) comporta, in Friuli, ingenti perdite umane e materiali. La situazione è grave, i contadini si appoggiano alle parrocchie e si costituiscono le Leghe Bianche per contrastare le angherie dei proprietari sui subalterni. Nel 1920 viene abolita la mezzadria.
Nel 1968, con decreto presidenziale del 9 ottobre Spilimbergo, posta sulla riva destra del Tagliamento, diventa città.

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