
A nord di Spilimbergo, il nome deriva da "basilica" (dal greco "reggia" passato poi al latino "edificio pubblico laico" e al cristianesimo, inteso come "tempio"), quindi "paese intorno alla chiesa". Qui si trova la Chiesa di S. Croce, all'interno il coro con ciclo di affreschi di Pomponio Amalteo, allievo (e genero) di Pordenone, sulle "Storie della Vera Croce" (1544-1550).
Nella parte sinistra del coro, una grande Crocifissione, mentre altre Storie della Croce si hanno nelle pareti e nelle lunette del coro; nella volta, invece, Cristo in Gloria, Dottori, Sibille, Profeti, Angeli. Sulla facciata esterna, all'entrata di sinistra, è dipinto un "S. Cristoforo", ed ancora all'interno due telamoni ed un'acquasantiera del XVI secolo, una Madonna con Bambino in pietra di Donato Casella (metà Cinquecento) ed alcuni dipinti: una Madonna con Bambino in trono tra i Santi Elena e Giovanni Battista (Osvaldo Gortanutti, secolo XVII), un Cristo Crocifisso (Gaspare Narvesa, inizio Seicento) ed un paio di affreschi staccati da case demolite nelle vicinanze (tra cui una Madonna con Bambino tra i Santi Lorenzo e Giovanni Battista, popolaresca invenzione di Marco Tiussi, metà secolo XVI).