Spilimbergo sorge in prossimità del Tagliamento ed è compresa tra questo fiume ed il Torrente Cosa, pertanto, molte delle leggende tramandate gravitano, dunque, attorno all'acqua. Il primo ponte fisso sul Tagliamento venne costruito nel 1914 per esigenze militari quindi, fino ai primi anni del 1900, il fiume era transitabile solo attraverso due guadi. Il primo a Gradisca, l'altro tra il castello di Spilimbergo e il palazzo di Valbruna, in prossimità della Chiesa dell'Ancona. Attorno ad essi erano sorte molte credenze e detti popolari.
Sulle origini fantastiche dei primi abitanti della zona si tramanda la storia di Nuriac.
"Racconta la leggenda che in tempi antichi un giovane, uscito dal castelliere posto vicino al fiume per cacciare, dopo lungo girovagare nella foresta, superati declivi, vallette e displuvi inseguendo la selvaggina, giungesse in prossimità dell'attuale Duomo. Mentre riposava sotto una grande quercia, venne improvvisamente attaccato da una mandria di cinghiali, riuscendo con estremo coraggio e perizia ad abbatterne tre, mettendo in fuga gli altri.
L'eccezionalità dell'impresa fu attribuita all'intervento tutelare di qualche dio, forse lo stesso Beleno. Come ringraziamento parte della preda venne subito sacrificata e il luogo dichiarato sacro. Nuriac, diventato un potente druida, si stabilì con la sua compagna nelle vicinanze dando così vita a una nuova comunità."
Una credenza popolare è quella del tesoro sepolto tra Gradisca, la chiesa di S. Giovanni Eremita e Spilimbergo.
"Mi racconta mia nonna che un tempo, nel castelliere c'era un gran castello. Una notte lei ha sentito un gran rumore. Ha aperto la finestra e, intorno al castelliere ha visto tutta una fiamma rossa che circondava il castello, e un drago con due teste uscire dall'argine del Cosa e portare via il castello. Subito dopo una scala lucente è caduta dal castello e il fuoco l'ha bruciata come se fosse stata di carta. Qui a Gradisca si dice che c'è una scala d'oro sotto il castelliere."
Altri racconti si svolgono attorno il guado in prossimità dell'Ancona di Santa Sabida.