L'emigrazione è un fenomeno che ha condizionato per oltre un secolo la vita economica e sociale dello spilimberghese. Gli studiosi hanno dedotto che la partenza verso altri paesi fu condizionata, almeno fino all'inizio della grande guerra, dalla presenza di imprenditori che richiamavano ed "arruolavano" nelle loro imprese all'estero maestranze di compaesani. Un ruolo che spettò a Giacomo Ciconi (salito al rango di nobile austriaco) che partì da Pielungo e fece enorme fortuna in Austria ed Ungheria come costruttore. I suoi cantieri contavano oltre 16.000 dipendenti.
Altissimi erano i tassi di emigrazione stagionale e temporanea. Nell'Ottocento l'esodo aveva carattere temporaneo e stagionale, dalle famiglie contadine uscivano le ragazze e le donne che, come collaboratrici domestiche, andavano apresso le ricche famiglie di città. Gli uomini si spingevano, in qualità di muratori o bottegai, fino a Trieste.
In secondo luogo, tra le principali cause del fenomeno era la grave situazione economica: miseria, fame, disoccupazione.
Il flusso migratorio ebbe un arresto negli anni della Prima Guerra Mondiale per riprendere subito dopo. Le mete non erano solo europee, si arrivava agli Stati Uniti d'America, all'Argentina, all'Uruguay e al Brasile. Dal Secondo dopoguerra ci si dirigeva anche in Australia.
L'abilità artigianale di queste persone era nota dai secoli passati, infatti, dalla metà del Cinquecento ai giorni nostri moltissimi mosaicisti, terrazzieri, scalpellini, tagliapietre e mestieranti hanno abbandonato il territorio spilimberghese diretti nei paesi più lontani.
Tra essi si ricorda Gian Domenico Facchina, di Sequals, che emigrò in Francia, aprì un laboratorio assumendo numerosi conterranei e realizzò il ciclo musivo del Teatro dell'Opera di Parigi. Nell'Ottocento gli abili artigiani locali sono presenti capillarmente in Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Est europeo e Stati Uniti d'America. Si tratta di emigrazioni individuali e collettive da cui nascono "dinastie" di mosaicisti e terrazzieri tutt'ora attivi all'estero.
Nel 1884 Vincenzo Odorico di Sequals si stabilì a Copenaghen fondando un'impresa continuata dai figli. Ricordiamo, inoltre, il medunese Luigi Del Bianco (1892/1969) che aveva guidato la schiera degli scultori nella realizzazione delle effigi dei quattro presidenti americani sul Mount Rushmore Memorial (South Dakota/USA). Numerosi sono gli esempi di famiglie stabilitesi all'estero dalla cui attività sono sorte ditte di notevole importanza economica.