La posizione favorevole del sito in cui sorge Spilimbergo, in prossimità della strada romana che da Aquileia conduceva alla Germania, e la sua posizione strategica, inducono i patriarchi aquileiesi ad insediare qui, forse all'inizio del XI secolo, i conti di Spengenberch, nobili di origine carinziana.
La città, nel medioevo, è un importante centro di transito e di commerci, e per contenere una popolazione sempre più crescente, comprese moltissime famiglie di lombardi, di fuoriusciti toscani e di ebrei, deve dotarsi, in rapida successione, di ben tre cinte murate, tre distinte zone tutte dotate di porta di accesso e acqua corrente, diramata dalla roggia.
I borghi antichi delimitati dalle cinte e di cui ancora oggi restano evidenti tracce sia nella toponomastica, sia nel tracciato urbano, erano:
Le prime testimonianze certe di vita nel territorio spilimberghese risalgono all'età preistorica e fanno riferimento all'insediamento del Castelliere di Gradisca sul Cosa (frequentato almeno dall'età del bronzo fino all'alto medioevo).
I castellieri sorgono, in genere, su un altura e sono cerchie di mura costruite per difendere e fortificare i villaggi. I più grandi avevano un perimetro di due o più chilometri con duplice o triplice cinta di mura. Nel castelliere risiedevano gli abitanti del villaggio ed il bestiame. Oggi degli antichi castellieri restano solo avvallamenti.