I Magredi e le Grave

Sono l'elemento che più caratterizza il paesaggio naturale dell'alta pianura del Friuli occidentale.

Il termine "magredo" designa, in Friuli, i prati magri e aridi dell'Alta pianura che si estendevano dal Cansiglio alle Prealpi Giulie. La loro secchezza è dovuta alla grande permeabilità dei suoli formati da depositi fluvio/glaciali (ciottolate calcareo), mentre il clima è caratterizzato da forti escursioni termiche.


Durante l'ultimo periodo postglaciale, i fiumi Cellina, Meduna, Colvera, Cosa, Arzino e Tagliamento portarono a valle enormi quantità di materiali calcareo dolomitici.
I depositi fluvioglaciali, sciolti o cementati, formarono l'alta pianura che si estende dal pedemonte alla linea delle risorgive.

Nel 1929 Silvia Zennari suddivise la piana pordenonese in "grave", in corrispondenza di alluvioni calcaree recenti del Cellina/Meduna, "magredi", cioè terreni alluviali, e "praterie", terreni più antichi diluviali.
Entro l'area l'insediamento è stato ostacolato per povertà o assenza di humus e per l'eccessivo grado di permeabilità del terreno. Sono zone aspre e sassose un tempo adibite prevalentemente a pascolo ovino. Attualmente, con interventi di bonifica (irrigazione) e nuove tecniche di produzione, sono state recuperate e destinate all'agricoltura: cereali, frutteti, ed in modo particolare, vite. Il territorio delle Grave e dei Magredi è, inoltre, straordinariamente ricco in materia di biodiversità botanica ed avifaunistica.

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