La Balote
Ricetta:
2 litri d'acqua, 450 gr di farina gialla di mais, sale grosso, 150 gr di formaggio montasio grattugiato, 500 gr di formaggio salato.
Cuocere la polenta per 50/60 minuti, quindi a fine cottura aggiungere il formaggio grattugiato e mescolare bene. Rovesciare la polenta su un tagliere di legno e tagliarla in 10 o 12 porzioni. Prendere quindi una porzione di polenta calda alla volta e lavorarla fino ad ottenere una palla al cui interno si mette un pezzetto di formaggio salato, circa 40 o 50 grammi.
Prima di servire, attendere che il formaggio all'interno sia fuso. Le balote si possono anche riscaldare in forno oppure gratinare in pentola. Oggi il piatto viene arricchito con contorno di funghi ed erbe aromatiche.
La tradizione vuole che quando un giovane andava a chiedere la mano di una fanciulla, portava in omaggio alla famiglia delle balote: se venivano messe sul focolare ad arrostire era segno di approvazione per il fidanzamento.
La "Festa della balote" è nel mese di Agosto a Clauzetto
La Pitina (chiamata anche petina o petuccia)
A metà tra salume e carne affumicata, nasce nelle malghe della Val Cellina e della Val Tramontina, luoghi nei quali, durante i mesi invernali occorrevano scorte di alimenti causa l'isolamento.
E' a base di carne tritata di camoscio, montone o cacciagione, drogata con erbe aromatiche e poi impastata. Veniva messa sotto peso per essiccarsi, passata su una miscela di farina di polenta e affumicata al legno di ginepro.
Oggi la pitina si realizza con carni di capra, pecora o maiale. Insaporita con funghi o tatufi, si mangia stagionata, cotta alla brace o con altri piatti (Tagliatelle con la pitina, "Zuf" di polenta con pitina).
Il formaggio Montasio
Il nome deriva dall'altopiano del Montasio, un tempo, sotto la giurisdizione dell'Abbazia di Moggio Udinese. Attestato già dalla metà del XIII secolo era prodotto dai monaci che ne affinarono le tecniche di produzione. E' prodotto con latte vaccino e viene preparato in tre varianti: fresco, a stagionatura minima (2 mesi); mezzano, dopo 4-10 mesi; stagionato, oltre 12 mesi. (Crocchette di formaggio Montasio, Frittata con il Formaggio Montasio).
E' un prodotto coperto dal marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).
La "Sagra del formaggio Montasio" si svolge a Giugno a Travesio
Formaggio salato (Asìno classico e Asìno tenero)
Caratteristico della Val D'Arzino (da cui il nome "formadi asìn" ovvero prodotto sul Mont d'As in Val D'Arzinio) e della Valcellina, si lavorava in malga, con latte vaccino e poi lasciato in affinamento, da 2 a 6 mesi in una salamoia (salmuerìe). La salamoia è composta di acqua, sale, latte e/o panna; si conserva in tini di legno nei quali viene immerso il formaggio. Questa salina pregiata non viene mai sostituita ma viene curata aggiungendo, in dosi segrete, gli ingredienti e girata spesso per ossigenarla. Si parte cioè sempre dalla "madre", un fondo di salamoia vecchia. Per questo si dice che le salamoie siano molto vecchie.
Una "salmuierie" antichissima è quella dell'impresa Tosoni di Spilimbergo. Si ottiene così l'Asìno classico, compatto e dal gusto deciso. Una variante prevede l'immersione del formaggio lavorato a pasta tenera in salamoia per circa 20 giorni. Si ottiene l'Asìno tenero, cremoso e spalmabile. (Gnocchi di polenta col Formaggio Salato)
La Latteria turnaria di Pradis di Sopra (Clauzetto) produce formaggio Asìno in malga.
La "Sagra della trota e del formaggio salato" si svolge in Agosto a Tramonti di Sotto