La fotografia

Nata nel 1839, la fotografia era considerata un hobby costoso, accessibile prevalentemente ad aristocratici, pittori o ricchi borghesi. Tra essi, anche il primo fotografo friulano: il conte udinese Augusto Agricola.

A differenza delle grandi città, a Udine il primo studio fotografico viene aperto tra il 1866 ed il 1878 da Giuseppe Malignani, pittore, miniatore ed in seguito, fotografo.
A Spilimbergo, invece, il più antico studio fotografico (1915-1919 circa) è quello di Pietro ed Olga Zamperiolo, che si avvalgono della collaborazione, dal 1924 al 1942, del fotografo Angelo Borghesan.
Quest'ultimo rileva lo studio, che diviene l'atelier dei Borghesan, e lo trasmette ai figli Gianni e Giuliano, che da lui ereditano il mestiere. Attività ora arricchita dall'apporto di Gianni Cesare, figlio di Giuliano, e fotografo ufficiale del Folkest.

Nel 1932 il Comune concede una licenza anche a Stanislao De Rosa di Pietro, titolare di uno studio ereditato dal figlio Luigi.
Negli anni Cinquanta (1955) per iniziativa di Aldo Beltrame, Carlo Bevilacqua, Gianni e Giuliano Borghesan, Toni Del Tin, Fulvio Roiter ed Italo Zannier nasce il Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia, attorno al quale gravitano i nomi dei fotografi italiani più impegnati: Carlo Bevilacqua, Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin.
Dalla volontà di convogliare l'interesse per la fotografia in una serie d'iniziative didattiche, culturali e ricreative sorge il CRAF, Centro di Ricerca ed Archiviazione Fotografica, che ha sede a Villa Ciani, a Lestans.

Il Centro ed il Consorzio Universitario di Pordenone hanno avviato il Corso di Diploma di Laurea per Tecnico Audiovisivo Multimediale e collaborano all'IKON Centre, l'Archivio Digitalizzato dedicato alla Storia della Fotografia e della Cultura Fotografica d'Europa, che ha come partners: il Fox Talbot Museum e l'Erich Lessing Archives di Vienna.

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